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Mauro Uselli virtuoso del Bansuri
Spazio dedicato al musicista sardo Mauro Uselli e conoscenza divulgativa del flauto indiano Bansuri
Dedicato ai ricercatori della bellezza: a chi non si ferma alle apparenze, a chi ha sete di conoscenza e di verità, a chi non ha esigenze di appartenenza o seguire un'etichetta. Qui esploriamo insieme la vera strada per suonare il Bansuri con autenticità, profondità e consapevolezza, entrando nello spirito della musica indiana e del suo immenso patrimonio. Un percorso di ricerca, ascolto e crescita, dove la tecnica incontra la tradizione e la musica diventa un mezzo di trasformazione interiore.
Mauro Uselli, nel mezzo del proprio cammino artistico, si muove con maestria tra studi approfonditi e concerti che attraversano il vasto panorama della musica classica e moderna. Tuttavia, è nella scoperta del flauto indiano Bansuri che trova una nuova linfa vitale, un’essenza che va ben oltre la conoscenza .
Il Bansuri, con la sua energia antica e la sua forza delicata, lo rapisce completamente, facendolo immergere in un universo sonoro di rara bellezza.
Questo strumento non è solo uno sfondo per le sue performance; diventa il tramite perfetto per una costruzione del sé intima e profonda. Attraverso le sue melodie eteree, Uselli riscopre se stesso, trasformando ogni nota in un viaggio interiore fatto di emozioni pure e di controllo meditativo. La sua arte si fa allora ponte tra culture diverse, un dialogo aperto tra Occidente e Oriente, tradizione e innovazione, dove il respiro del Bansuri diventa il respiro dell’anima. In questo cammino, la musica si trasforma in un atto creativo e spirituale, capace di rivelare l’essenza più intima dell’artista e dell’uomo.
Forte motivazione , il segreto
Mike Tyson rivela il segreto del suo successo: l’istinto funzionale e motivazionale. «Corro alle 3 del mattino perché i miei avversari iniziano alle 6. Mentre loro dormono, io sudo e mi preparo a essere più forte. La differenza sta nel coraggio di fare quel passo in più».
Di mattina al Duomo SS
Il flautista del Duomo di Sassari rappresenta un elemento caratteristico e suggestivo per chi, nelle prime ore del mattino, si concede una passeggiata nei pressi della basilica. Il suono avvolgente del Bansuri, strumento a fiato indiano suonato da Mauro Uselli, si diffonde nel contesto urbano, creando un’atmosfera di calma e riflessione. Questo momento musicale, ormai noto e apprezzato da visitatori e residenti, è diventato una preziosa occasione per ascoltare e meditare in silenzio, favorendo uno stato di benessere interiore.
Mauro Uselli utilizza questa pratica , quando il tempo permette, non solo come espressione artistica, ma anche come momento di ricerca personale, di esercizio tecnico e di organizzazione mentale. La performance al Duomo si configura quindi come un’esperienza multifunzionale, capace di nutrire sia il percorso individuale del musicista sia il viaggio emozionale degli infiniti ospiti che ogni giorno si avvicinano alla basilica. In questo modo, il flauto diventa ponte tra tradizione musicale e ambiente sacro, contribuendo a valorizzare il patrimonio culturale e spirituale di Sassari.
La musica classica indiana
La musica indostana è la tradizione della musica classica dell'India settentrionale. Si è sviluppata nel corso dei secoli grazie all'incontro tra la cultura indiana e quella persiana e islamica.
I suoi elementi principali sono il raga e il tala:
Il raga è un modello melodico formato da note e regole che creano una particolare atmosfera o emozione.
Il tala è il ciclo ritmico che organizza il tempo musicale.
La musica indostana lascia ampio spazio all'improvvisazione, ma il musicista segue sempre le regole del raga e del tala. Le esecuzioni iniziano spesso con una parte lenta e senza ritmo (alap), seguita da sezioni ritmiche sempre più vivaci.
Tra gli strumenti più importanti ci sono il sitar, il sarod, il bansuri (flauto di bambù), il tabla (tamburi) e il tanpura, che produce un suono continuo di accompagnamento.
Lo scopo della musica indostana non è solo l'intrattenimento, ma anche l'espressione delle emozioni, la meditazione e la crescita spirituale.
Considerazioni per l'acquisto di un Bansuri
Come scegliere il Bansuri giusto: il primo passo per imparare davvero a suonarlo
Quando si decide di iniziare lo studio del Bansuri, il primo errore da evitare è pensare che un flauto valga l’altro. Il Bansuri è uno strumento artigianale e ogni canna di bambù possiede caratteristiche proprie: anche due strumenti della stessa tonalità possono avere una risposta, un timbro e un’intonazione differenti.
La scelta del primo Bansuri dovrebbe quindi essere considerata parte integrante del percorso di studio.
Per chi comincia, una scelta molto pratica è generalmente il Bansuri in Sol (G). La sua dimensione permette di lavorare con relativa comodità sulla diteggiatura e, allo stesso tempo, offre un suono sufficientemente profondo per iniziare a sviluppare una buona emissione. Non è però una regola assoluta: la misura delle mani e la distanza tra i fori devono sempre essere compatibili con il musicista.
Cosa bisogna controllare prima di acquistarlo?
Il prezzo non dovrebbe essere il primo criterio. Prima di tutto bisogna valutare:
1. La tonalità
Per iniziare, il Sol può essere un ottimo punto di partenza. La tonalità deve però essere scelta anche in funzione della propria mano.
2. La distanza dei fori
I fori devono poter essere raggiunti naturalmente dalle dita. Se bisogna tendere eccessivamente la mano, lo studio diventa faticoso e si rischiano tensioni inutili.
3. L’intonazione
Un buon Bansuri deve avere una risposta equilibrata. Il musicista dovrà naturalmente imparare a modificare l’intonazione attraverso il respiro, l’angolazione e i mezzi fori, ma lo strumento deve offrire una buona base di partenza.
4. La risposta del suono
Le note devono uscire senza dover forzare continuamente il soffio. È importante verificare soprattutto il passaggio tra registro grave, medio e acuto.
5. La qualità del bambù
Crepe, deformazioni o lavorazioni poco accurate possono compromettere la durata e la risposta dello strumento. La stagionatura e la qualità della canna hanno un ruolo importante.
6. Il foro di imboccatura
È uno degli elementi fondamentali. La sua forma e la sua lavorazione influenzano direttamente facilità di emissione, volume e qualità del suono.
7. Il timbro
Non esiste un unico suono “perfetto” del Bansuri. Alcuni strumenti sono più caldi e morbidi, altri più brillanti e penetranti. Per lo studio dei Raga, però, è importante che il suono permetta di lavorare sulle sfumature e sulla dinamica.
Un Bansuri economico può essere sufficiente?
Assolutamente sì.
Per iniziare non è indispensabile acquistare immediatamente uno strumento professionale. Un Bansuri semplice ma ben costruito può permettere di sviluppare respirazione, diteggiatura, Sargam, Alankar, meend e controllo dell’intonazione.
Il problema non è quindi spendere poco.
Il problema è acquistare uno strumento che presenti difetti tali da ostacolare lo studio.
Con il tempo, l’orecchio del musicista diventerà più raffinato e sarà naturale desiderare uno strumento con maggiore ricchezza armonica, migliore risposta e caratteristiche più personali.
Il vero criterio: il rapporto tra musicista e strumento
Un Bansuri non dovrebbe essere scelto soltanto perché “suona bene” nelle mani di qualcun altro.
Deve rispondere bene a voi.
Il modo in cui soffiate, la vostra respirazione, la conformazione delle mani, la forza del vostro fiato e persino il modo in cui state seduti influenzano il rapporto con lo strumento.
Per questo, quando possibile, sarebbe ideale provare personalmente il Bansuri prima dell’acquisto. Se invece si compra a distanza, è importante rivolgersi a chi possa fornire informazioni precise sullo strumento e, possibilmente, una registrazione del Bansuri specifico che verrà acquistato.
La scelta del primo Bansuri è già parte dello studio
Il primo Bansuri non deve essere necessariamente il più costoso, il più raro o quello utilizzato da un grande concertista.
Deve essere affidabile, comodo e coerente con il vostro livello.
Da quello strumento inizierete a costruire il vostro suono. Imparerete progressivamente a controllare il respiro, a stabilizzare le note, a utilizzare i mezzi fori, a sviluppare i meend e, soprattutto, ad ascoltare.
Perché imparare il Bansuri non significa semplicemente imparare dove mettere le dita.
Significa imparare a far dialogare il respiro con il bambù.
Ed è proprio dalla scelta dello strumento giusto che può iniziare questo percorso.
Imboccatura rilassata
La posizione delle labbra “alla francese” nel flauto è un approccio sviluppato nella tradizione della scuola francese, resa celebre da insegnanti come Marcel Moyse.
Le caratteristiche principali sono:
Labbra rilassate, senza eccessiva tensione.
Apertura (foro tra le labbra) piccola e ben definita, centrata o leggermente decentrata secondo la conformazione naturale del flautista.
Labbro inferiore appoggiato delicatamente alla piastrina dell’imboccatura, coprendo circa un quarto o un terzo del foro del flauto.
Labbro superiore molto attivo, che dirige il getto d’aria con precisione.
Il getto d’aria è veloce e concentrato, orientato verso il bordo opposto del foro dell’imboccatura.
Le guance rimangono naturali, senza gonfiarsi.

